Tuttavia, credo che le colpe più gravi non siano quelle che occupano le aule giudiziarie, bensì altre:
1. Legge elettorale 1: le regole del gioco dovrebbero essere sempre al riparo dall'arbitrio dei giocatori. Il pericoloso precedente stabilito con disinvoltura e astuzia da Berlusconi è quello di cambiare la legge elettorale a sfavore di una parte poco prima delle elezioni nelle quali si sapeva perdente. Credo che la legge elettorale debba essere quasi trascendente, al riparo dalle mode o dalle manovre di una sola parte.
2. Legge elettorale 2: togliere le preferenze ha tolto agli elettori quel poco di scelta che avevano. E' Berlusconi che ha trasformato il Parlamento in una azienda privata, popolata da persone da lui beneficate e pertanto a lui legate come il cane al suo padrone. Credo che non sia mai esistito un Parlamento più squalificato di quello uscente.
3. Bugie: Berlusconi è ontologicamente un bugiardo, nel senso che le parole per lui hanno il significato che di volta in volta gli fa comodo assegnare loro. Ha dichiarato tutto e il contrario di tutto, e ha assuefatto una opinione pubblica pigra a questo gioco teatrale. La politica è commedia, spettacolo, cabaret; e questa è una tragedia.
4. Screditare: Berlusconi ha dato sfogo alle peggiori abitudini dietrologiche italiane, nello screditare sistematicamente chiunque lo critichi o lo attacchi. Non siamo noi che siamo razzisti: sono loro che sono negri. Non sono io che sono colpevole, o che mi comporto stranamente in modo da bordeggiare sempre il limite tra lecito e illecito: è la magistratura che mi perseguita.
Temo che coloro che erediteranno le scene politiche post-berlusconiane faranno una enorme fatica a scrollarsi di dosso questi pessimi esempi; anche perchè, purtroppo, facendo leva sui lati peggiori del carattere italiano, Berlusconi è stato per 30 anni al centro della scena.
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